La suite libera e completa per l'ufficio
Disponibile per i test Apache OpenOffice 4.1.0-beta

pportunità e tutele offerte dall'adozione di OpenOffice.org presso grandi organizzazioni, statali e non

La diffusione di una Suite per l'ufficio libera e gratuita multi-piattaforma. è uno dei pilastri portanti del progetto OpenOffice.org fin dalla sua nascita. La popolarità raggiunta da OpenOffice.org a livello mondiale dimostra che l'idea del progetto è valida, in quanto è risultata appetibile per l'utente finale che ha effettuato oltre 8.000.000 di richieste di download del software (Fonte: CollabNet Hosting Services, Ottobre 2002) .

Dato l'interesse suscitato dalla suite, ci è gradita occasione per approfondire alcuni temi riguardanti le potenzialità di OpenOffice.org, nella speranza che queste informazioni possano essere d'aiuto a chi voglia valutarne l'utilizzo su larga scala.

Per cominciare, presso alcuni ambienti lavorativi italiani, tanto pubblici quanto privati, si è riscontrato il timore che la Suite OpenOffice.org, in quanto software libero, non sia adatta all'impiego su larga scala in ambiente operativo per mancanza di supporto professionale e di sviluppo coordinato. OpenOffice.org è il frutto dell'attività di collaborazione tra grandi aziende, quali Sun Microsystem, e la comunità internazionale del Free Software, quindi, unitamente alle garanzie di continuità offerte dal contributo fattivo di un colosso dell'informatica, l'utente finale può godere anche della disponibilità di un ampio numero di volontari, professionisti ed aziende in grado di aiutare ed assistere nell'utilizzo così come nel processo di migrazione. In questo senso riportiamo delle esperienze pratiche effettuate da realtà italiane.

L'associazione di categoria di esercenti, artigiani e piccole imprese, Lapam-Federimpresa che rappresenta a Modena e Reggio Emilia gli oltre 11.500 associati e offre servizi di diversa natura (Fiscale, Paghe/Contributi, Ambiente e Sicurezza, Intermediazione, Previdenza/Pensioni) ha effettuato la migrazione di oltre 700 Workstation da MS Windows/Office a Linux/OpenOffice.org. Per maggiori dettagli: http://www.yacme.com/casi/metodo.php

Il progetto è stato condotto col supporto di professionisti del settore che hanno provveduto a sollevare tanto il committente quanto gli utenti finali da problematiche tecniche e li hanno seguiti nel processo formativo.

Sul versante del TCO (Total Cost of Ownership) dell'implementazione di sistemi basati unicamente sulla Suite OpenOffice.org, così come accade per la suite Microsoft Office ® diversamente da quanto osservato da vari analisti sul TCO dei sistemi operativi liberi di tipo Linux rispetto a quelli proprietari pre-installati, non occorre calcolare complesse formule che tengano conto di aspetti quali la manutenzione o l'amministrazione, dato che le problematiche annesse all'esercizio di una suite per l'ufficio richiedono unicamente l'installazione del prodotto, un'operazione tutt'altro che onerosa ed eseguibile anche da personale non specializzato. Per quanto attiene la formazione, invece, i costi non differiscono da quelli degli analoghi corsi erogati per l'apprendimento di prodotti proprietari simili.

L'esempio mostra perciò che OpenOffice.org non solo può essere installato su larga scala con risultati proficui per il committente, ma è in grado anche di prevenire comportamenti dei dipendenti che poco hanno a che fare con la produttività aziendale.

A fianco di questa esperienza nell'area privata, si deve anche ricordare l'iniziativa dell'ing. Musumeci in ambito dell'informatizzazione della Pubblica Istruzione che prevede l'erogazione del percorso informativo "A" rivolto ad oltre 160.000 docenti, su piattaforme di software libero, tra cui appunto la suite per l'ufficio OpenOffice.org.

Un secondo punto che ha bisogno di maggiori approfondimenti è sicuramente la portata innovativa dell'utilizzo del formato XML per i documenti OpenOffice.org. A differenza di altri utilizzi di questo stesso formato effettuati dal leader di mercato, le specifiche del formato XML di OpenOffice.org erano, sono e saranno sempre pubblicamente disponibili e liberamente utilizzabili da parte di chiunque ne fosse interessato su tutte le piattaforme hardware e software supportate o in via di supporto (per es: MS Windows 9x/ME/NT/2000/XP, Linux x86 e PowerPC, Sun Solaris, Macintosh, FreeBSD, IRIX, ...).

Si osservi che il lavoro di standardizzazione del formato non è più sotto l'egemonia di un unico soggetto, ma è stato costituito un apposito comitato di lavoro all'interno del gruppo di standardizzazione OASIS per il mantenimento e lo sviluppo del formato OpenOffice.org XML quale strumento aperto di interscambio dei documenti. Per maggiori informazioni: http://www.oasis-open.org/news/oasis_news_11_20_02.shtml

Da ciò si deduce che il formato OpenOffice.org XML, non è soltanto «un altro» dialetto XML, ma proprio in quanto l'unico nell'ambito della produttività per l'ufficio ad essere pienamente documentato e liberamente riproducibile ha suscitato l'interesse dell'OASIS che è da tempo considerato il panel per la standardizzazione dei formati di interscambio (si veda in proposito i risultati ottenuti nella diffusione degli standard SAML ed ebXML).

In questo senso è interessante rilevare come un tale approccio sia coerente e sinergico con lo «Studio sull'uso del Software Open Source nel settore pubblico» realizzato per conto del programma per l'Interscambio dei dati tra Amministrazioni della Commissione Europea: «Si considera che il Software Open Source meglio rispetti gli standards perché non vengono utilizzati standards proprietari per proteggere un mercato prigioniero del venditore poiché è nell'interesse di tutti la massima interoperabilità.» (Interoperability and respects of standards, pag. 15 dello studio).

Tale caratteristica risulta particolarmente interessante per gli operatori pubblici che nella propria attività non devono tener conto unicamente di interessi economici e di profitto, mentre devono essere sempre in grado di mantenere l'accessibilità nel tempo, consentendo al cittadino di poter accedere ai contenuti indipendentemente dalle politiche di rilascio dei prodotti proprietari, spesso non predeterminabili da parte dell'operatore pubblico. OpenOffice.org in questo senso costituisce una possibile soluzione, poiché attraverso l'utilizzo di un formato di interscambio dei documenti completamente libero consente di tutelare nel tempo l'accessibilità ai dati, attraverso la disponibilità permanente dei formati e del codice sorgente del programma OpenOffice.org che ne consente la visualizzazione e la modifica.

Un'altra opportunità offerta dal software libero e quindi da OpenOffice.org è quella di semplificare gli oneri derivanti dai costi ed obblighi delle licenze software (license-management) che è elemento fondamentale soprattutto per grandi realtà, aziendali o statali, per le quali controllare che ogni postazione di lavoro disponga di valide licenze è, oltre che un obbligo di legge, un ulteriore costo organizzativo (personale qualificato, controlli periodici, sanzioni per inadempienze con annessi rischi penali, etc).

In conclusione Openoffice.org, oltre ad essere indicato per un utilizzo individuale, in quanto consente di risparmiare e di evitare pratiche illegali quali la duplicazione di software proprietario, è una soluzione ancora più vantaggiosa per l'impiego su larga scala, sia in azienda sia nella Pubblica Amministrazione, dal momento che consente interessanti economie di scala. I riscontri pratici a queste affermazioni sono pubblicamente disponibili e l'attività di tutti i partecipanti del progetto è proprio rivolta alla realizzazione della massima libertà per tutti gli utenti, a livello tecnologico, economico e sociale.

Davide Dozza
Flavio Filini
Roberto Galoppini
Riccardo Losselli
Andrea Sanavia
Gianluca Turconi

Volontari, Progetto Linguistico Italiano OpenOffice.org

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